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Ieri mattina, domenica, scrivo all'
Alchemica Annarita: Che combini?
"Niente, faccio un pò di decluttering..."
Nessuno come Annarita riesce a spiazzarmi buttando lì con nonchalance dei termini anglofoni a me sconosciuti che puntualmente indicano tendenze, filosofie, scuole di pensiero all'avanguardia.
Quindi, senza lasciarmi minimamente ingannare dal fatto che
clutter significa disordine, e che quindi il
decluttering di Annarita potrebbe essere un banalissimo metter ordine da piovosa mattina domenicale, mi lancio, googlo e scopro.
Scopro che ancora una volta faccio parte, senza minimamente sospettarlo, di un movimento.O forse è una filosofia, un'arte.
Partiamo dall'inizio:
possediamo troppe cose. Giusto? Giusto.
Queste cose riempiono, soffocano non solo i nostri spazi, ma anche la nostra anima, la nostra vita interiore. Soprattutto la nostra creatività. Sono esemplificativi di un esistenza legata al passato, dell'incapacità di mollare le zavorre, di rivolgersi serenamente e leggermente al futuro.
Se mi leggete da casa, proviamo a fare un breve esperimento: guardiamoci attorno.
Posate brevemente gli occhi su ogni oggetto che vedete.
Le domande da porsi riguardo ogni singola cosa sono :
- Mi è utile?
- La amo?
- Mi piace davvero?
Se le risposte sono titubanti o addirittura negative, secondo il decluttering scatta la gita al cassonetto.
Gli abiti nell'armadio: quanti non ne indossate da un anno? Via!, Caritas, portinaia o simili.
Vade retro soprammobilini e bomboniere, regali sbagliati, libri non amati, scarpe scomode quantunque nuovissime: cosa state a fare nel mio spazio vitale? A cosa servite se non ad accumular polvere e soffocare la mia creatività?
La Signora Lucia Larese, che dal suo
sito ci illustra le basi del decluttering nonchè dei corsi da lei tenuti, ci informa che...
Un'abitazione disordinata e straripante di cose superflue corrisponde ad un confuso ed inconcludente approccio esistenziale. Se in casa ci sono soltanto cose che usiamo ed amiamo, la casa diventa un'impareggiabile fonte di sostegno e nutrimento psicofisico. Un regalo che non ci è mai piaciuto, collezioni lasciate lì a raccogliere la polvere, riviste ormai datate, gli oggetti più disparati che non sappiamo nemmeno più perché teniamo, sono accumuli di cose che invadono il nostro spazio non solo fisico, ma anche mentale ed emozionale.
Il clutter, l'inutile ingombro, pare ci tenga anche inamovibilmente legati al passato: gli oggetti superflui come Fantasmi dei Giorni Passati, di passati bisogni, desideri, amori.
Secondo una statistica usiamo soltanto il 20% delle cose che possediamo. Ed il restante 80 ? La amiamo? Ha qualche possibilità di esser ancora utile in un futuro?
Troppe cose.
Siamo circondati, soffocati,
zavorrati da troppe cose.
Difficilmente ci capita di rientrare in casa senza portare con noi un nuovo
"qualcosa". Doppioni, tripli, decupli di oggetti che già avevamo e non utilizzavamo.
Io non so nemmeno quanti serviti di piatti possiedo. Uno è da 18 !! Idem per posate e bicchieri. Due liste di nozze ed una passata mania sono solo parziali giustificazioni. Posso però dire che l'acquisto dell'ultimo servito risale a 10 anni fa; direi che ne sono fuori.
Stoffe. Lane. Utensili. Materiale per 1000 lavori urgentissimi che avrei iniziato nel pomeriggio e che non ho mai preso in mano. La soffitta strapiena. Il garage anche peggio.
E' da un pò che tutte queste troppe cose mi pesano e mi tormentano. Soprattutto da quando la scorsa estate ho chiuso casa di mia sorella, gettando, regalando, imballando migliaia di cose belle, amate o preziose ma comunque irrinunciabili, almeno per la loro proprietaria. Mi era preso un tale rigetto che, giuro, non riuscivo neppure più ad andare al super.
E sia chiaro che io già mi considero, un pò per indole molto per economia, tutt'altro che una acquirente compulsiva, e che la mia casa è molto più essenziale di quella di maggior parte delle mie amiche (la casa, non il garage :)
I media non fanno che instillarci il germe di un dissennato consumismo. Riteniamo di aver bisogno del superfluo; di dipendere dal possesso dell'inutile; di non riuscire a vivere senza l'eccesso.
Tutto questo è male, molto male. Tutto questo ci appesantisce, ci distrae, ci inganna.
Tutto questo alla fine ci possiede, invece del contrario.
Gettiamo dunque, vendiamo, barattiamo, doniamo a chi non ha nè il superfluo nè il necessario.
In rete, alla parola
decluttering, tutti i trucchi.
Bene ragazze, chi inizia a far posto, attorno e dentro di noi?
Grazie Annarita, per questo spunto.
PS: Decluttering non è solo gettar via oggetti, ma anche cose da dentro di noi. Rancori, preconcetti, amori logori come scarpe sfondate, rapporti interpersonali che niente ci danno ed alle quali niente possiamo più dare. Pensate che leggerezza.....
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